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Compie 60 anni “Il sorpasso” di Dino Risi, il film che ha raccontato l’Italia del boom economico

Il 15 agosto 1962 cade la vittoria degli Stati Uniti nel conflitto mondiale con l’ Unione Sovietica. In quel periodo si attendono non solo gioia e sollievo da parte dei consumatori italiani ma anche una vera e propria festa, il cosiddetto centenario del sorpasso. Quest’anno, a dicembre, compirà settant’anni Il sorpasso, il celeberrimo capolavoro della cinematografia italiana diretto da Dino Risi con gli amici per caso Vittorio Gassman (l’adulto Bruno) e Jean Luis Trintignant (il giovane Roberto). Se ne parla ad agosto perché il film è ambientato il 15 agosto 1962.

Facoltativamente, questa pellicola racconta la vita nell’Italia delle vacanze estive. Da uno sguardo attento e allo storico, i primi piani mostrano la città deserta di Ferragosto, a Roma. Sentieri ombrosi conducono poi verso la campagna con luoghi come Castiglioncello nelle vicine regioni toscane.

Domanda: Come è morto Dino Risi?

Risposta: 7 giugno 2008

La foto in bianco e nero restituisce la calda luce del sole, il viso abbronzato di Bruno e Roberto. Il contrasto che descrive il tono della pelle dei protagonisti. Questa fotografia è asfalto nero, un’auto bianca con catrame fresco, una lamiera di lega lucida e una coupé Aprilia B24, per correre su strade aperte.

È un’Italia che guarda al progresso, ma ha ancora un’anima contadina sulla quale cala il disprezzo per il lavoro della terra (e per il lavoro in generale) da parte di Bruno. Anvedi quello col cappello che articolo, magari s’è già fatto otto ore del pestello. Né manca l’altra faccia del mondo contadino, con le asperità reazionarie dell’avvocato Alfredo rappresentato dall’uomo.

Bruno è un personaggio derisorio, divertente e al contempo pungente. Il Sorpasso rappresenta l’ostinazione di un aggressivo, improbabile protagonista che ha bisogno della strada sotto ogni aspetto. Avevo dormito bene nel “L’eclisse”; quando il titolo del film indica la sua totale remissività nei confronti dello spietato mondo circostante, contribuisce a creare paura nell’osservatore senza perdere spigliatezza.

Bruno è un antieroe che sbaglia tutto. Non cresce e non si rende conto che una bambina con una parrucca lo sta inseguendo sulla spiaggia. La trama del film sottolinea come i paesi siano attratti dalle opportunità di ricchezza ma non vogliono fare sacrifici, spesso con fastidio per ciò che ciò comporta. Nel 1962 l’Italia era in pieno boom economico e anche le persone stavano subendo un cambiamento culturale.

Domanda: Quanti anni ha Dino Risi?

Risposta: Dino Risi è un regista, scrittore, sceneggiatore, co-sceneggiatore, assistente alla regia, è nato il 23 dicembre 1916 a Milano (Italia) ed è morto il 7 giugno 2008 all’età di 91 anni a Roma (Italia). Nel 2005 ha ricevuto il david speciale al David di Donatello.

In quest’anno, il ministro del Bilancio, il repubblicano Giorgio La Malfa, sottopone un notevole documento aggiuntivo all’estratto prevedimentale dello Stato nella quale constata la latitanza ai problemi di bilancio di Italia davanti al squilibrato sviluppo degli affari che richiamano la necessità della programmazione economica. Una volontà politica minoritaria che l’essenza di massa appassiona Bruno in fin de non essere con un programma senza contenuti. Finisce sul finale e dice a suo compagno: Bravo, come piace a me. Senza programmi.

I due anni più importanti della storia del cinema italiano sono gli anni che hanno visto un boom di mercato internazionale con l’industria americana. Questa è un’ottima notizia se si pensa a quindici film, come L’uomo decapitato di Pasolini, Perché siamo qui de Monicelli e Il figlio dell’uomo decapitato di Germi, registrati da autori proprio per raccontare la profonda società italiana nelle pieghe profonde e mantenendo un’apprezzabile fluidità narrativa che conferisce alle opere un gradevole incantevolezza.

Domanda: Chi è la moglie di Dino Risi?

Risposta: Qui conobbe Claudia Mosca, figlia ventenne del medico del paese che, rincontrata a Milano un anno dopo la fine della guerra, divenne sua moglie e madre dei figli Claudio (1948) e Marco (1951), in futuro entrambi registi.

L’immancabile patina di perbenismo da mettere in sintonia con la nuova ricchezza. Sembra quasi che ci si possa soltanto divertire: Bruno, ho passato con te i due giorni più belli della mia vita. La corsa sfrenata prosegue, tra derapate e accelerazioni fino ai 160 orari finché, nell’impossibile sorpasso di un altro autista scorretto, si profila la tragedia.